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... uscita dal monachesimo agostiniano
Quando San Domenico si trovava a Roma per far approvare il suo Ordine nascente, gli fu risposto che avrebbe dovuto prendere una Regola già esistente. .Essendo stato canonico a Osma sotto la regola di Sant'Agostino, allora non gli fu difficile di farvi riferimento di nuovo. Così frati e monache dello stesso Ordine avrebbero attinto fino ad oggi a questa stessa fonte monastica particolare. Questa regola riflette proprio le aspirazioni del suo autore, sant'Agostino.
In cima alla sua regola, come fondamento di tutto, egli scriveva : In effetti, a lungo Agostino aveva ricercato una via di preghiera e di studio. Cercava Dio : « Come mai ti cerco, te mio Dio, è una vita di felicità che cerco. Ah ! Potessi cercarti affinché viva la mia anima, poiché la vita del mio corpo, è la mia anima, e la vita della mia anima, « Molto tardi ti ho amata, o beltà così antica e così nuova, molto tardi ti ho amata ! Ed ecco che tu eri dentro di me ed io fuori, ed è qui che ti cercavo, e sulla grazia di queste cose che tu hai fatto, io mi precipitavo. Tu eri con me ed io non lo ero, Mi trattenevano lontano da te, queste cose che pertanto Se non esistessero in te, non esisterebbero ! » Agostino aveva scoperto il Dio di Gesù Cristo, il Dio-carità. Da cui forse il suo amore per la vita in comune in cui « la carità è conservata prima di ogni cosa ». In effetti, la carità è stata talmente raccomandata da Cristo e dagli Apostoli, che se essa sola manca, tutto è vuoto ; se essa c'è tutto è riempito ». Forse è anche la sua preoccupazione della carità che gli fa dare un orientamento particolare Così si trova molto spesso citato sotto la penna di Agostino questo passaggio degli Atti degli Apostoli (cap. 4.32) : « La moltitudine di quelli che avevano creduto avevano un cuore solo ed un'anima sola. Nessuno diceva suo ciò che gli apparteneva, ma tutto tra di loro era in comune. »
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